Qualche domanda a… – Marco La Rosa

Intervista a Marco La Rosa, vincitore del Premio Artivisive San Fedele 2011/2012, in mostra nella collettiva “E quindi uscimmo a riveder le stelle” Il viaggio.

D. Complimenti Marco per la tua vittoria. L’opera con la quale hai partecipato “Il migliore dei mondi possibili” è parte di un ciclo oppure segna un nuovo passo nella tua ricerca?

R. Probabilmente entrambe le cose, mi spiego meglio: da più di un anno cerco, nel mio lavoro, una certa dose d’interdisciplinarietà, sviluppando ogni volta nuovi progetti artistici che abbiano dei forti legami con altre discipline del sapere (come la filosofia, la matematica, la geometria, l’architettura, l’astronomia,…). Prima di “Il migliore dei mondi possibili”, ho sviluppato lavori inerenti al pi-greco (p) e alla sezione aurea (f), e perfino l’installazione presentata nella vostra galleria lo scorso inverno, che riproduceva i gesti del Cenacolo di Da Vinci (“L’argomento del terzo uomo), aveva nella sua intima natura dei forti legami con la filosofia (ethos e pathos) e con l’architettura (alternanza di pieno e vuoto). Quindi questo lavoro è da un lato la diretta conseguenza di una ricerca che parte da più lontano, e dall’altro segna in ogni caso un nuovo passo poiché da qui si stanno già delineando nuovi ed interessanti scenari. Se l’ultima opera non possiede un “nuovo passo”, forse è meglio non presentarla al mondo!

L'argomento del terzo uomo, 2011

D. Come dai forma al tuo pensiero? Fai degli schizzi, costruisci modellini…

R. Solitamente, prima di iniziare la fase di realizzazione dell’opera, dedico moltissimo tempo alla parte teorica, allo studio di quel particolare “concetto” che mi piacerebbe formalizzare. Per esempio, con “Il migliore dei mondi possibili” ho dovuto confrontarmi con dei giganti del passato (dalla scuola di Pitagora a Platone, da Luca Pacioli a Leonardo da Vinci, da Keplero a Cartesio, e poi Escher, Dalì, ecc) e, mentre operavo un’attenta disamina del loro pensiero, appuntavo con disegni o riflessioni scritte delle ipotetiche soluzioni. E’ proprio in questa fase del lavoro che decido il “come” (materiali, forma, colore, …); successivamente passo alla fase pratica e realizzo fisicamente l’opera (che solitamente subisce parecchie modifiche rispetto all’idea iniziale).

D. Riesci a svolgere tutto da solo o ti avvali della collaborazione di altri?

R. Per il momento riesco a sviluppare quasi tutto da solo; invece, ciò che ritengo utile è il parere, il consiglio di chi non è coinvolto emotivamente con l’opera. Persone, all’interno del mondo dell’arte, di cui mi fido e alle quali chiedo esplicitamente un suggerimento. Naturalmente non è scontato che alla fine io applichi tali indicazioni…

D. Quali materiali ami particolarmente e in che tipo di spazio lavori?

R. Non ho dei materiali che amo in modo particolare. In ragione di ciò che voglio comunicare cerco di utilizzare il materiale, o i materiali, che più mi aiutano a dare quel particolare senso all’opera. Lavoro nel mio studio, un ambiente di cui sono gelosissimo, in assoluta solitudine.

D. Quali sono i tuoi artisti di riferimento nel passato e nel contemporaneo?

R. Domanda pericolosa! Sono moltissimi gli artisti del passato che ho studiato, visto e amato, e molti quelli contemporanei. Se devo proprio sbilanciarmi ed essere sincero, ho cominciato a pensare di fare seriamente l’artista dopo aver visto una grande retrospettiva di Francis Bacon a Londra, qualche anno fa. Mi ossessionò il suo modo di interpretare ed esprimere il sentimento della vita umana, la tragedia dell’esistenza.

D. A tuo avviso la ricerca artistica può essere un mezzo per crescere umanamente e spiritualmente?

R. Non è che possa esserlo, deve assolutamente esserlo! E’ proprio questo che “noi giovani artisti” dobbiamo capire, abbiamo un grande ruolo (per quanto difficoltoso) e delle forti responsabilità!

Capito giovani artisti? ;-)

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I nuovi talenti

Sulle pagine del nostro sito potete cominciare a conoscere i nuovi artisti del Premio Giovani Artisti 2011/2012.

Alla voce Artisti selezionati troverete le schede dei protagonisti dell’ultima edizione con un ritratto fotografico e una breve biografia.

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Qualche domanda a… – Daniele Salvalai

Qualche domanda a Daniele Salvalai, vincitore del Premio Artivisive San Fedele 2010/2011, in mostra nella collettiva “Luoghi del Sacro” con le opere Babel e Sepolcro.

D. E’ la prima volta che lavori su commissione?

R. No, ho già svolto lavori su commissione. Nel 2009, per la realizzazione della Ruche de Montparnasse ad Arte Sella, il lavoro è stato frutto di un iter progettuale condiviso e discusso con i membri dell’Associazione. Quella del San Fedele è stata un’esperienza molto importante per me. Decisamente costruttivo il modo in cui è strutturato il concorso, con momenti di confronto tra l’artista e il pubblico, momenti di riflessione durante i seminari e discussione dei progetti con i curatori. Penso sia un modo molto diverso di affrontare determinati temi. Per un artista diventa un momento di crescita importante, dove è chiamato a mettersi in discussione e a guardare il proprio lavoro con occhi nuovi. Una collaborazione concretamente positiva!

D. Come ti sei preparato alla mostra?

R. Leggendo i Testi Sacri e riflettendo sul tema proposto. Mi affascinava l’idea di lavorare sui Luoghi del Sacro, infatti, quasi tutte le mie sculture sono Luogo o vorrebbero diventarlo, mi piace l’idea che la gente possa abitare la scultura. M’interessa il vuoto e lo spazio creato, non soltanto la materia.

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Giovedì 9 il regista Antonio Capuano presenta L’Amore Buio

Durante la rassegna del 56° premio San Fedele, nella serata di giovedì 9 febbraio alle ore 20.45, il regista Antonio Capuano verrà a presentare il suo film L’Amore buio. Il film sarà introdotto da Luca Mosso e da Andrea Dall’Asta S.I; dopo la proiezione; regista e pubblico potranno confrontarsi sugli orizzonti di senso della pellicola.

Antonio Capuano (Napoli, 1940) è un regista e scenografo italiano. È anche autore teatrale, televisivo e cinematografico e titolare della cattedra di Scenografia all’Accademia delle Belle Arti di Napoli. Dopo una lungo periodo in televisione come scenografo, esordisce nel mondo del cinema nel 1991 con il lungometraggio Vito e gli altri, un film sulla difficile vita dei bambini di strada a Napoli. Tuttavia, il successo arriva nel (1996) con il film Pianese Nunzio, 14 anni a maggio, vincendo il David di Donatello nel 1997. Il film narra la storia di un giovane chierichetto molestato dal parroco della sua chiesa. Successivamente dirige altri film come Polvere di Napoli (1998) e Luna Rossa (2001). Un altro film di successo è La guerra di Mario (2005), che vince anch’esso il David di Donatello. Capuano inoltre ha diretto dei segmenti nei film collettivi L’unico paese al mondo (1994) e I vesuviani (1997).
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Il caso Castellucci – le reazioni dei cattolici francesi

In Italia si è acceso il dibattito intorno allo spettacolo teatrale «Sul concetto di volto nel figlio di Dio», del regista Romeo Castellucci, che verrà rappresentato per la prima volta a Milano il 24 gennaio, al Teatro Parenti.

Scopo di questo breve articolo non è né quello di esprimere una valutazione sulla rappresentazione (poiché chi scrive non ha avuto ancora la possibilità di assistervi), né dare conto delle diverse e autorevoli dichiarazioni di questi ultimi giorni, in particolare quelle della Segreteria di Stato del Vaticano e della Diocesi di Milano. Intendiamo semplicemente, come contributo al dibattito, offrire una breve rassegna delle reazioni suscitate dallo spettacolo nel mondo cattolico francese, in particolare nella gerarchia.

Dopo essere stato presentata senza particolari polemiche in numerosi Paesi europei, tra cui Spagna e Polonia, la pièce – una riflessione su un figlio che si prende cura del padre incontinente – è infatti stata duramente contestata in Francia da vari gruppi di tradizionalisti cattolici, fomentati in particolare da un articolo apparso sul sito dell’Istituto Civitas in cui si affermava che durante lo spettacolo vengono lanciati escrementi su un’immagine di Gesù, notizia smentita da coloro che hanno assistito alla rappresentazione e dallo stesso regista.

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Cineforum San Fedele – Un invito al cinema

Il Centro Culturale San Fedele, da cinquant’anni punto di riferimento per gli appassionati della settima arte, si propone come luogo privilegiato di approfondimento e confronto tra pubblico, critica cinematografica e autori.

Per il Centro Culturale San Fedele il cineforum è uno strumento privilegiato per imparare a leggere e a interpretare gli aspetti emergenti della cultura contemporanea, perché l’uomo di oggi possa approfondire i nodi esistenziali, culturali, sociali e politici del nostro tempo.

Il cineforum vuole soprattutto orientare alla lettura della formazione dei processi che sono alla base delle relazioni dell’uomo col mondo, delle modalità con le quali percepisce se stesso e costruisce la propria identità. Per questo motivo è prestata grande attenzione alla scelta di quei film che esprimono contenuti di grande spessore culturale, etico, morale, spirituale, sociale…, attraverso l’eccellenza della qualità formale, condizione fondamentale perché un cineforum sappia interpretare le forze emergenti e vitali della società, per metterle in luce e valorizzarle, e al tempo stesso denunciare le contraddizioni del proprio tempo, per dare una risposta.

Dal 2012, per accostarsi con passione e profondità al grande schermo, il Centro offre la possibilità scegliere tra diversi percorsi e offerte di abbonamento:

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Guantánamo, il decimo anniversario

Ricorre oggi, 11 gennaio, il decimo anniversario dell’apertura del centro di detenzione di Guantánamo. In questa triste occasione rilanciamo l’articolo di Fabio Sciola pubblicato su AS nel gennaio 2010, e purtroppo ancora attuale, “Guantánamo, un epilogo tormentato”.

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MIGRANT WORKERS JOURNEY – Michele Palazzi & Alessandro Penso

Mostra a cura di Gigliola Foschi e Andrea Dall’Asta S.I. in collaborazione con Prospekt Photographers e OnOff Picture

INAUGURAZIONE: giovedì 19 gennaio, ore 18.00

Un tempo sarebbero stati chiamati schiavi, oggi vengono definiti clandestini o lavoratori stagionali. Ma lo sfruttamento è rimasto lo stesso e non hanno nessuna voce, nessun diritto. Continua a leggere


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Una nuova Europa per l’euro

Il decimo anniversario dell’entrata in circolazione dell’euro avviene in un momento di crisi e recessione economica. Senza perdere le speranze, è vitale rilanciare con forza il processo di costruzione politica dell’Europa.

Leggi il testo completo dell’editoriale, a cura del direttore p. Giacomo Costa, del numero di gennaio di Aggiornamenti Sociali.

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Luoghi del Sacro – mostra del Premio Artivisive 2010/11

Inaugurazione: sabato 14 gennaio, ore 18.00

mostra a cura di Andrea Dall’Asta S.I.
e Ilaria Bignotti, Matteo Galbiati, Chiara Gatti, Massimo Marchetti, Kevin Mc Manus
Ultima cena

Da sempre l’uomo ha avuto la percezione che la trascendenza abita in certi luoghi o in alcuni oggetti. È l’esperienza costante, presente in tutte le tradizioni, della sacralizzazione di una montagna, di un albero, di un animale. Il luogo o l’oggetto si fanno simboli di una presenza in stretta relazione con la vita dell’uomo. Se l’esperienza del sacro designa l’aprirsi alla trascendenza, a un assoluto, a qualcosa situato al di sopra di noi, lo spazio sacro è quello recintato, separato dall’ordinarietà, che può concentrarsi attorno a un pozzo, a un albero, a un totem, a una stele, a una tomba. Lo spazio sacro è dunque quello privilegiato per comunicare col divino. In questo senso, dischiude un orizzonte di senso che parla del destino dell’uomo. Continua a leggere

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